Cari lettori,
negli ultimi giorni stiamo assistendo ad un assalto mediatico e politico bi-partisan verso il giornalista Marco Travaglio, reo di aver accusato con parole pesanti (muffa, lombrico), il neo presidente del Senato, Schifani, durante la sua partecipazione alla trasmissione di Fabio Fazio "Che tempo che fa". Durante la trasmissione, il giornalista ha raccontato episodi della vita di Schifani, e soprattutto dei suoi presunti coinvolgimenti con la mafia siciliana, durante gli anni '80.
Pur non entrando nel merito della questione, volevo concentrare la mia attenzione su alcuni aspetti della vicenda: innanzitutto, la "moda" in vigore in Italia, e soprattutto nella stampa italiana, di mettere in risalto determinati aspetti dei politici, solo dopo che essi assumono cariche istituzionali importanti.
Poi vorrei puntare l'attenzione su un punto che mi ha lasciato un po' sorpreso, e cioè il fatto che quasi tutto il mondo politico, abbia attaccato l'episodio, ma che da nessuno, tantomeno che dal diretto interessato, siano arrivate smentite.
La mia opinione al riguardo è che da un lato si dovrebbe garantire la piena libertà di informazione a patto che, soprattutto in casi come questo, vi sia un confronto tra chi accusa, in questo caso il giornalista, e l'accusato, e cioè il politico, e garantire cioè, quello che si chiama contradittorio, mentre dall'altro lato, si dovrebbero obbligare i politici, in quanto esponenti dell'elettorato, a garantire la massima trasparenza, in modo da informare i cittadini sull'identità di chi si va a votare.
Si accettano commenti e opinioni al riguardo.
Filippo
| inviato da
finix88 il 13/5/2008 alle 19:54 | |